Giovedì, 08 Dicembre 2016 CercaCerca  
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PORTAINNESTI, L’INNOVAZIONEPRESENTATA DA VENETO AGRICOLTURA

A Rosolina(RO)i risultati delle ricerche dell’Agenzia regionale condotte presso ilproprio Centro Sperimentale Ortofloricolo “Po di Tramontana” sull’innovazione basata sui portainnesti per alcune orticolequali pomodoro, melanzana, anguria, melone, ecc.

 

Da diversi anni (precisamente dal 2009) VenetoAgricoltura a Rosolina RO, presso il proprio Centro SperimentaleOrtoflofloricolo “ Po di Tramontana”, realizza prove con i portainnesti.Si è partiti, come ha sottolineato Alberto Negro, Direttore dell’Agenziaregionale che ha introdotto i lavori,con la coltura più diffusa, ilpomodoro, fino ad arrivare all’esperienza 2016 in cui sono state prese inconsiderazione anche le specie orticole ove l’utilizzo del portainnesto è menoconosciuto e quindi meno utilizzato. Il Direttore ha sottolineato che lasperimentazione dell’ Agenzia sui portainnesti è stata realizzata nonsolo presso il Centro “Po di Tramontana”, ma anche presso aziende esterne(quindi direttamente presso i produttori), al fine di capire ancor megliodifficoltà/criticità degli orticoltori professionali. L’incontro è proseguitopoi con le relazioni tecniche che hanno approfondito diversi aspetti dellatematica molto sentita dal settore, confermata dalla presenza di 150 partecipanti tra produttori, tecnici liberiprofessionisti, tecnici di associazioni produttori, tecnici di dittesementieri, rivenditori di mezzi tecnici e di vivai di piante orticole. Unpartecipazione così nutrita e ampia che ha praticamente coinvolto tutte lefigure professionali della filiera orticola, che va dal seme al prodotto finalee anche molti rappresentanti delle associazioni di produttori del Veneto e dell’EmiliaRomagna.

Il Convegno è stato coordinato dal Prof. P. Sambo(Università di Padova) che ha gestito i relatori con puntuali domande diulteriore approfondimento. I primi relatori M. Montanari (CREA-SCSBologna), Ilaria Alberti (CREA-CIN Rovigo) hanno affrontato itemi più squisitamente burocratico-amministrativi e quindi le problematiche diiscrizione al registro nazionale dei portainnesti, oltre agli aspetti diresistenza/tolleranza di alcuni patogeni/parassiti che i portainnestipossono influenzare la piantina che poi utilizza il produttore orticolo.

Successivamente la parola è passata ai tecnici di trediverse aree orticole italiane: alto veneziano, colture in serra con D. Rolvaldo ( Consorzio ort. COOP Bibione); veronese, colture inserra e di pieno campo, D. Boscaini ( Resp.Tec. APO Scaligera)e N. Accordi (Tecnico APO Scalig.); e per finire per l’areaorticola CentroSud Italia con M.V. Dal Grosso , ( G. Nicotra,Ass.ne ANTESIA).

Dopo una esposizione più che dettagliata della diffusionedel portainnesto e della sua evoluzione negli ultimi anni almeno nelle speciepiù diffuse (pomodoro, melanzana, melone, anguria, ecc.) è stato il turno di C. Nicoletto (Ricercatore Univ. di Padova), che ha illustrato comeil portainnesto possa influenzare, oltre che da punto di vista sanitariola pianta adulta, anche la qualità del prodotto commerciabile, rendendoquest’ultimo in alcuni casi anche più ricco di zuccheri e più buono. Inchiusura F. Tosini (Resp. Centro Sperimentale “Po di Tramontana” diVeneto Agricoltura) ha tenuto un dettagliata esposizione sui risultatisperimentali delle prove eseguite nel Centro durante l’anno partendo dallaspecie più diffusa e coltivata, il pomodoro, per poi mostrare i risultatirelativi alle specie in cui la pratica dell’innesto è appena iniziata, cetrioloe peperone, informazioni preziosissime per la platea. La sintesi finale delcoordinatore prof. Sambo ha chiuso il partecipato incontro che ha ancherimandato i presenti al prossimo anno, per un altro evento similare per il qualeil Centro di Veneto Agricoltura sta già lavorando.