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ULTIMISSIME DA VENETO AGRICOLTURA

 

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Come disposto dalla Legge regionale n. 37 del 28 novembre 2014,

VENETO AGRICOLTURA
da Azienda regionale per i settori agricolo, forestale e agroalimentare in liquidazione

dal 1° gennaio 2017 diventa 
AGENZIA VENETA PER L’INNOVAZIONE
NEL SETTORE PRIMARIO

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FLOROVIVAISMOVENETO 2016, ANNO DIFFICILE MA…

Stabile il valoredella produzione, circa 206mio/€. Calano aziende (-2,4%, specie a Rovigo) esuperfici (-1,1%, di più a Padova e Treviso) ma cresce la produzionecomplessiva (+7,3%), bene orticolo e frutticolo, male viticolo. Conl’acquisizione della CAC (Conformità Agricola Comunitaria, +5%) cresce lapropensione all’export.

Settore florovivaistico veneto, andamento del valore della produzione per macro-attività (anni 2002-2016). Fonte: elaborazione e stima Veneto Agricoltura su dati Istat

Anchenel 2016 il settore florovivaistico veneto conferma di attraversare una fase ditransizione: calano ancora le aziende e le superfici, ma le quantitàprodotte risalgono. Nonostante alcuni segnali positivi, legati allecertificazioni e alla propensione all’esportazione, permangono tuttavia le difficoltà di mercato, fortementeinfluenzate dalla debolezza della domanda interna e dai prezzi. La ristrutturazione del settore non pareessere ancora del tutto conclusa, come si può cogliere dai dati sulle fonti diapprovvigionamento e sui canali commerciali che indicano come siano in attoulteriori cambiamenti nelle sceltestrategiche da parte delle aziende, nel tentativo di trovare soluzionimigliorative per affrontare il mercato.

Èquesto, in sintesi, quanto emerge dall’analisi annuale effettuata dagli espertieconomici dell’ Agenzia veneta perl’innovazione nel settore primario.

Il numero di aziende venete attive è sceso a 1.491 unità ( -2,4% rispetto al 2015): in calosoprattutto le province di Rovigo (-4,5%),Vicenza (-4,2%). Padova, seppur in flessionedell’1,3%, si conferma la primaprovincia per numerosità delle aziende (456), seguita da Treviso (316), chepresenta però un calo più rilevante (-3,4%).

La superficie destinata al florovivaismoin Veneto è leggermente diminuita,scendendo a circa 2.730 ettaricoltivati ( -1,1%). La flessioneriguarda esclusivamente le superfici coltivate in piena aria (2.070 ha, -1,6%), mentresono in ripresa quelle in coltura protetta (circa 660 ha, +1%). A livello provinciale, Padova (900 ettari) e Treviso (circa 500 ettari) fannosegnare le maggiori flessioni invalore assoluto, perdendo circa una ventina di ettari ciascuna; da segnalare le maggiori superfici coltivate a Verona (465 ettari) e Rovigo (290 ettari circa),trainate dall’aumento di ettari destinati a vivaismo frutticolo.

Tuttavia,nota positiva, la produzione complessiva regionale viene stimata a poco meno di 1,5 miliardi di pezzi, in crescita del +7,3% rispetto al 2015. Risultato fortementeinfluenzato dal comparto del vivaismo orticolo,la cui produzione supera l’1,1 miliardi di piantine ( +9,5%); in aumento anche la produzione del vivaismo frutticolo (18,6 milioni di piante, +11,8%), mentre è sostanzialmente stabile quella di piante ornamentali e in flessione l’output delvivaismo viticolo (-9%). La produzione dimateriale vivaistico torna arappresentare una parte rilevante della produzione veneta, con una quota del 77% (+18 punti percentuali rispetto al2015) mentre il rimanente 23% ècostituito da prodotto finito.

Ilfatto che il settore non sia ancora del tutto uscito dalla situazione didifficoltà trova riscontro nella stagnazionedel valore della produzione che nel2016 si è attestato a circa 206 milionidi euro, in leggera crescita rispetto all’anno precedente ( +0,5%), ma con un andamento alquanto altalenante negli ultimicinque anni. Va detto, tuttavia, che questo risultato è frutto di dinamichecontrapposte tra le diverse macro-attività del comparto: la produzione di fiori e piante (52,6milioni di euro) e la produzionevivaistica (circa 28 milioni di euro) sono entrambe in calo dell’1%, mentre ilservizio di sistemazione di parchi egiardini offerto dalle imprese ha quasi raggiunto i 125 milioni di euro ( +1%).

Rispettoalla provenienza delle forniture, è in ripresa la scelta di autoapprovvigionamento del materiale di base, utilizzata in maniera massicciadalle aziende del vivaismo orticolo, dove costituisce l’80% della provenienzadel materiale di lavorazione, e il 61% degli approvvigionamenti per gli altricomparti. Da segnalare il forte calodelle forniture provenienti da paesiesteri dell’ Unione Europea, a favoredi un incremento delle forniturenazionali e soprattutto da altri paesi extra-UE,in particolare per quanto riguarda i comparti ornamentali e frutticoli.

Perquanto riguarda i canali commerciali,l’aumento della produzione di materiale vivaistico ha portato con sé laconseguenza di una ripresa delle vendite ad altri vivaisti e/o aziende agricole, la cui quota si è riportata al 77,4% sul totale, a scapito di tutti gli altri canali divendita (a privati/hobbisti, dettaglianti e grossisti), che registrano un calo.

Pochevariazioni invece per quanto riguarda l’area di commercializzazione: si segnala la flessione delle venditea livello regionale, la cui quotasul totale scende dal 22,6% al 21,5% e locale(33,1%) a favore dell’aumento della quotadi vendite destinate all’ estero inambito UE, che registrano un’ulteriore crescita passando dal 5,2% al 6,3%, e delle vendite sul territorio nazionale (38,7%).

Positivo,in tal senso, il calo delle aziende iscritte come “piccolo produttore” (684aziende, -5,9%) a fronte di una crescita di quelle iscritte al Registro Unicodei Produttori (820 aziende, +1%) e all’incremento ancora più consistente diquelle in possesso dell’autorizzazione all’uso del Passaporto fitosanitarionecessario per l’esportazione (410 aziende, +7,6%). Se a ciò si aggiunge la crescita registrata nelle aziende chehanno ottenuto la CAC (ConformitàAgricola Comunitaria) necessaria per la commercializzazione nell’UE, che nel2016 sono state 225 ( +5%), èipotizzabile una maggiore propensione ecapacità delle aziende venete ad esportarenei mercati esteri le proprie produzioni.